AMFI e KOMMA portano una nuova architettura nella mobilità elettrica urbana

Il veicolo sviluppato tra Svizzera e Torino utilizza inclinazione attiva, doppia ruota posteriore e due motori nel mozzo. AMFI accompagnerà ora il progetto verso l’industrializzazione e la futura produzione in serie.
L’architettura sviluppata da KOMMA AG, che in occasione di IAA TRANSPORTATION 2026 ha annunciato una partnership strategica con AMFI – Micro Fabbrica Automobilistica Italia per trasformare il progetto in un prodotto industriale.
Le due società hanno firmato un Memorandum d’Intesa che riguarda il completamento dello sviluppo tecnico, la preindustrializzazione, l’approvvigionamento e la qualifica dei fornitori.
Il percorso dovrebbe successivamente portare alla produzione in serie presso lo stabilimento AMFI di La Loggia, vicino a Torino, una volta definiti i termini dell’accordo produttivo vincolante.
Stretto come un veicolo leggero, protetto come un’auto
Il principio tecnico alla base del progetto è apparentemente semplice: ridurre drasticamente la larghezza del mezzo senza rinunciare alla stabilità e alla protezione tipiche di un veicolo chiuso.
Il risultato è un mezzo elettrico a quattro ruote omologabile nelle categorie L5e e L7e-CU.
La configurazione prevede due ruote posteriori affiancate e due motori elettrici integrati nei mozzi.
A rendere possibile una carrozzeria larga appena 85 centimetri è soprattutto il sistema proprietario di inclinazione attiva sviluppato da KOMMA.
La tecnologia permette al veicolo di inclinarsi dinamicamente mantenendo un’impronta a terra estremamente contenuta.
L’obiettivo è combinare la manovrabilità tipica dei mezzi più piccoli con maggiore stabilità, capacità di utilizzo stradale e protezione dalle condizioni atmosferiche.
Un’architettura progettata a Torino
Il veicolo è stato progettato a Torino insieme a Granstudio, studio di design e ricerca sulla mobilità fondato da Lowie Vermeersch, già direttore del design di Pininfarina e oggi co-fondatore e Chief Design Officer di KOMMA.
Secondo Vermeersch, il progetto nasce dalla volontà di rendere il veicolo «il più stretto possibile» senza sacrificare praticità, stabilità e sicurezza percepita.
Il risultato, sostiene il designer, è un’architettura sostanzialmente differente rispetto a quella di un’automobile o di un furgone convenzionale.
La partnership con AMFI interviene proprio nel passaggio più delicato: tradurre le scelte di design e ingegneria in soluzioni compatibili con elevati standard produttivi.
Dal progetto alla fabbrica
AMFI lavorerà insieme al team KOMMA sulle ultime attività di sviluppo ingegneristico e sulla definizione dei processi di produzione.
La collaborazione interesserà inoltre sourcing, supply chain e qualifica dei fornitori.
Una volta finalizzato l’accordo definitivo, la produzione è prevista nello stabilimento di La Loggia, inserendo il progetto nella filiera automobilistica torinese.
Per Michelangelo Liguori, Direttore Generale di AMFI, proprio la concentrazione nell’area di competenze ingegneristiche, fornitori e personale specializzato rappresenta uno dei principali vantaggi del programma.
Dal delivery ai servizi di emergenza
La compattezza del primo veicolo non deve però essere letta come una limitazione della piattaforma.
KOMMA la sta infatti progettando per supportare configurazioni differenti.
Le prime applicazioni individuate comprendono la consegna urbana e commerciale, ma anche veicoli per il primo intervento, la manutenzione sul campo e i servizi municipali.
A lungo termine la stessa base tecnica potrebbe essere utilizzata per ulteriori applicazioni commerciali e di mobilità.
È qui che la collaborazione industriale con AMFI assume un ruolo strategico: non solo produrre il primo modello, ma predisporre processi potenzialmente scalabili per le future evoluzioni della piattaforma.
Ripensare il veicolo, non soltanto il motore
«La maggior parte di ciò che viene chiamato futuro della mobilità si basa ancora sul creare lo stesso concetto di veicolo, ma gradualmente sempre più efficiente», osserva Petter Neby, co-fondatore e presidente di KOMMA.
L’approccio dell’azienda parte invece dal ripensamento delle proporzioni e dell’architettura stessa del mezzo.
Una filosofia condivisa anche da Wim Ouboter, presidente di AMFI e fondatore di Micro Mobility Systems, che lega il progetto KOMMA alla ricerca di veicoli urbani più leggeri e dimensionati sulle reali necessità degli spostamenti.
Con il MoU firmato tra le due aziende, la sfida passa ora dalla geometria del veicolo alla capacità di industrializzarlo.



